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Carità

Non chiede carità chi pulisce le tue scale, chi si toglie le mutande sul marciapiede, chi spalma l’asfalto, chi aspetta un trapianto, chi offre il petto nudo ad un amico, chi urla chi non c’è più, chi nasce e muore per strada. Non c’è una cura per tutti? Basta non bere e fumare? Basta usare il preservativo? Basta comprare una pistola? E i gesti delle mani, cornici alle parole. Chiede carità chi si nasconde dietro lo sguardo di un figlio, che suona quattro note stonate in metrò, come un’orazione di una vita riciclata come plastica, come le bestemmie, come specchi al mattino per ricominciare. Salviamo l’anima dietro visioni fugaci, liberandoci di fastidiose monetine. Una tv digitale per far sognare chi è solo esistito. E Wiston Smith morì nel 1984. Non chiede carità chi bambino corre scalzo, guardando la pancia gonfiare senza peccati e le mosche sul viso. Che differenza fa se sgozziamo un agnello o un talebano? Un grattacielo crolla, la borsa sale e allucinazioni al parco buoi. Una guerra in fondo è una necessità! Dagli solo meno tasse, calze a rete e visi di cera. E gli avanzi, ossa e pelle per i cani. Chiede carità chi uccide per un’idea per un Dio sordo, chi manda in guerra tuo figlio, chi vive d’usura, chi stupra, chi cambia le leggi per il proprio tornaconto. Bruciano le nostre stanze e ci manca la Terra e libertà. Andiamo a Colombine a giocare a Bowling? E porte spalancate ad Hammamet. Dammi due cosce e un bicchiere di vino. E le bollette più care qualcuno le pagherà. E Aida era bella, era bella davvero. Aida, tra antilopi e giaguari, abbiamo ammazzato anche Lei.

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