Emozioni
Nascita...
La sabbia del tempo scorreva nella clessidra della vita
gli anni passavano come i secondi di un orologio
ma come il sole compare all'improvviso dietro ad una tenda socchiusa
così sei apparsa nella mia vita, mio raggio di luce.
Il giorno della tua nascita la natura ha voluto regalarti qualcosa di sé
il mare ha donato il suo azzurro per creare i tuoi occhi
il rosso fuoco ha scolpito le tue labbra
il candore della luna ha rivestito la tua pelle
il battito della notte ha creato il tuo essere.
L'innocenza dei tuoi anni la passione dei tuoi giorni
La forza che racchiudi in quel tuo essere fragile
così mi sei apparsa dolce sensibile è forte allo stesso tempo.
Io e Te
Dove siamo finiti io e te ... cos'è
che ci sente lontani ... ma perché
non soffro più non cerco più
parlo di noi
Nel mio grido la vita cade giù
questo corpo nel buio non sei tu
quale pietà mi spiegherà
perché io e te
Io e te che mai nessuno saprà mai
di quale amore abbiamo amato noi
fermammo gli orologi e le città
sfidammo il cielo ed ogni libertà io e te
Io e te rubammo l'alba agli operai
cambiammo il volo degli uccelli su di noi
aprimmo mari e immense verità
e i nostri corpi ad ogni intimità
Dove siamo finiti io e te
quella luce negli occhi tuoi dov'è
non posso più convincerti che
proprio io e te ...
Io e te che consumammo piazze e vie
a darci il sangue il vento e le poesie
tracciammo strade sulla pelle noi
da cui non torneremo indietro mai io e te
Io e te diversi dall'umanità
sogno di noi che non avremo più l'età
perché ci siamo amati amore mio
se adesso abbiamo gli occhi dell'addio
... non domandarmi perché non lo sai neanche tu
io voglio credere in quelli che amo di più
... io e te ...
... non soffro più non cerco più ...
... perché io e te ...
Biagio Antonacci - Non Vivo Più Senza Te (video ufficiale)
Tiziano Ferro - Per dirti ciao!
anche nascosto oppur distante
dalle tante astanterie
in cui riposano gli amori ormai in disuso,
quelli non storici, di cui nessuno parlerà.
E rivela il tuo sorriso in una stella, se vorrai... per stasera andrebbe bene anche così.
E non servirà più a niente la felicità,
più a niente anche la fantasia
mi accontenterò del tempo andato...
Soffierà nel vento una lacrima
che tornerà da te...
per dirti ciao, ciao!
mio piccolo ricordo in cui
nascosi anni di felicità, ciao
e guardami affrontare questa vita
come fossi ancora qui.
Magari un giorno l'universo accoglierà la mia richiesta
e ci riporterà vicini
tra l'aldilà e il mio nido di città c'è molta differenza
anche se provo a non vederla.
E giro il mondo, e chiamerò il tuo nome per millenni
e ti rivelerai quando non lo vorrò più
e non adesso qui, su questo letto
in cui, tragico, mi accorgo
che il tuo odore sta svanendo lento.
Soffierà nel vento una lacrima
che tornerà da te...
per dirti ciao, ciao!
mio piccolo ricordo in cui
nascosi anni di felicità, ciao
e guarda con orgoglio chi sostiene
anche le guerre che non può.
E senza pace dentro al petto,
so che non posso fare tutto..
ma se tornassi farei tutto e basta.
E guardo fisso quella porta,
perchè se entrassi un'altra volta
vorrebbe dire che anche io son morto già
e tornerei da te, per dirti ciao, ciao!
mio piccolo miracolo
sceso dal cielo per amare me.
Ciao... e cadono i ricordi
e cade tutto l'universo e tu stai lì.
La vita come tu te la ricordi,
un giorno se ne andò con te.
Sono stato anch’io tirato dentro il vortice mediatico di Facebook. Un Social Forum, una delle ultime manie di internet. Ognuno scrive quello che sta facendo in quel momento, chi si scrive a gruppi, diventa fan di un cantante o di uno stronzo qualunque, c’e’ persino che mette foto in mutande, mentre fa yoga. Ci sara’ persino chi ci cerca e ci trova la donna o l’uomo. Scusate, ma chi cazzo se ne frega se Carla guarda la tv in pigiama, o se Luigi mangia le patatine, mentre si scaccola? Stamani sul Corriere online e’ apparso un articolo che massacra Facebook e i suoi frequentatori:http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_22/facebook_mania_trentenni_profil_527ec8d2-a023-11dd-bdbb-00144f02aabc.shtml Ho sempre pensato e penso che internet sia una gran cosa, qualcosa di utile, che ci ha cambiato la vita e reso l’ufficio meno noioso, anche se a volte si esagera. Come quella volta che mi arrivo’ una mail dal collega seduto accanto a me. Non avevo guardato la mail perche’ dall’oggetto avevo capito che era roba di lavoro, tipo qualche link a un nuovo documento, dato che da lui ricevevo solo quel tipo di mail. Nel corso nella mattina avevo notato che ogni tanto mi guardava con aria interrogativa. Io vado avanti col mio lavoro. Poi a un certo punto mi chiede se avevo visto la sua mail. Gli rispondo si’, temporeggio, mentre leggo velocemente la mail per capire al volo di cosa si trattava. Mi aveva chiesto una cosa di lavoro, voleva una risposta, l’aveva fatto via mail. Cazzo gli dico, ma siamo uno accanto all’altro, se devi chiedermi qualcosa apri la bocca e parla invece di stringere le chiappe e picchiare sui tasti. Si potrebbero dire mille cose pro internet e anche qualcuna contro. Ognuno avra’ la sua idea, io credo che condividere pensieri, foto, ecc. non sia una cosa malvagia, ma a volte penso che Facebook sia come la corazzata Potëmkin: una cagata pazzesca, anche se continuerò a frequentarlo. Pero’ preferisco scrivere i miei pensieri su questo blog. Alla fine passerà anche questa moda, chissà quale sarà il prossimo “giochino” telematico che fomentare le masse? Io continuo a pensare che la piu’ grande fomentatrice di masse sia sempre esistita: la fica.
Il Maligno
Oggi mi e’ arrivato un video, uno dei tanti che girano in rete. In questo c'erano dei preti e mi ha ricordato un episodio assurdo capitatomi diversi anni fa. Eravamo in montagna, in una casetta di proprieta’ dei genitori della mia ragazza, nei pressi di un paese che raccoglieva poche centinaia di sfigati. Era aprile, era una bella giornata di sole, c’era quell’aria fresca del fine pomeriggio. Eravamo in camera, eravamo ormai al dunque, quando bussarono alla porta. La mia ragazza si affaccia dalla porta della camera e mi dice: “e’ un prete, lo facciamo entrare?”. “ Un prete? E cosa ci fa un prete qui ?” Poi, ancora fuori della porta, il prete spara: “sono qui per la benedizione”. Moccoli come la rena. Gia', Pasqua era vicina. E facciamoci pure questa benedizione, in fondo a noi non costava nulla, pensai. Ma mi sbagliavo, ecome se mi sbagliavo. Ce l’avevo ancora barzotto, quando mi presentai al cospetto del prete. Dallo sguardo capii subito che non sarebbe stato facile. Era un prete vecchio stile, storse subito la bocca perche’ non eravamo sposati e inizio’ a farci un pompone infinito sul Maligno. Ne parlava come di una persona che conosceva bene, come se parlasse del suo pizzicagnolo antipatico e cattivo. Mentre il prete farneticava io mi abbandonai a me stesso e spensi il cervello. Quando trasalii stava ancora parlando del Maligno che serpeggiava in tutta Europa. Pensavo tra me e me: “sai dov’e’ adesso il Maligno? Tra le mie gambe, levati dal cazzo pretaccio”. Poi chissa’ perche’ solo in Europa? Quando pensavo che fosse finita, calo’ l’asso di briscola: “…e ora preghiamo” disse guardandoci negli occhi. E inizio’ “Ave Maria…”, cazzo non me la ricordavo, seguivo le sue parole, ma si vedeva che ero impreparato. Il prete se ne accorse e rincaro’ la dose con il Padre Nostro. Peggio che mai. Cercavo di seguirlo, ma ero un attimo in ritardo, come un eco, come i giocatori della nazionale di calcio quando cantano l’inno. Il prete inizio’ la benedizione e non ebbe pietà. Inzuppo' quell’arnese nell’acqua Santa e, prima di benedire la casa, benedi' me, schizzandomi violentemente e ripetutamente l’acqua Santa in faccia, con quasi sadica soddisfazione. C’e’ mancato poco che non dicessi: “nooo bruciaaa”. Avevo le palle piene, in tutti i sensi, ma un sorriso vincente mi taglio' la bocca. Poco dopo e parecchio rassegnato il prete se ne ando’. Avevo ancora l’acqua Santa in faccia, quando tornai ad usare il mio arnese. Il Maligno e’ femmina.
Carità
Non chiede carità chi pulisce le tue scale, chi si toglie le mutande sul marciapiede, chi spalma l’asfalto, chi aspetta un trapianto, chi offre il petto nudo ad un amico, chi urla chi non c’è più, chi nasce e muore per strada. Non c’è una cura per tutti? Basta non bere e fumare? Basta usare il preservativo? Basta comprare una pistola? E i gesti delle mani, cornici alle parole. Chiede carità chi si nasconde dietro lo sguardo di un figlio, che suona quattro note stonate in metrò, come un’orazione di una vita riciclata come plastica, come le bestemmie, come specchi al mattino per ricominciare. Salviamo l’anima dietro visioni fugaci, liberandoci di fastidiose monetine. Una tv digitale per far sognare chi è solo esistito. E Wiston Smith morì nel 1984. Non chiede carità chi bambino corre scalzo, guardando la pancia gonfiare senza peccati e le mosche sul viso. Che differenza fa se sgozziamo un agnello o un talebano? Un grattacielo crolla, la borsa sale e allucinazioni al parco buoi. Una guerra in fondo è una necessità! Dagli solo meno tasse, calze a rete e visi di cera. E gli avanzi, ossa e pelle per i cani. Chiede carità chi uccide per un’idea per un Dio sordo, chi manda in guerra tuo figlio, chi vive d’usura, chi stupra, chi cambia le leggi per il proprio tornaconto. Bruciano le nostre stanze e ci manca la Terra e libertà. Andiamo a Colombine a giocare a Bowling? E porte spalancate ad Hammamet. Dammi due cosce e un bicchiere di vino. E le bollette più care qualcuno le pagherà. E Aida era bella, era bella davvero. Aida, tra antilopi e giaguari, abbiamo ammazzato anche Lei.
Testo Ninna Nanna Matteo branciamore
Quando ti addormenterai con gli occhi chiusi i pugni quasi Sognerai quel che vedrai i suoi sorrisi rossi e accesi Una melodia che sale su fin dove sei A te che non sei ancora tu ma presto lo sarai Ora dorme pure lei la braccia ai fianchi fresche e stese Sogna te che sognerai cuscini bianchi come rose Ninna nanna che poi scende giù fin nei tuoi sogni A te che non sarai più solo tu perchè sarete voi Sarete voi la vostra storia Sarete voi due sguardi in aria Sarete voi la mia memoria Sarete voi il mondo intorno a me Pigiami Moine La culla con le apine Triciclo Girello Il mondo sembra bello Le scarpe che indossi per fare i primi passi Il mare Gli abbagli I granchi tra gli scogli Cortili Bambine col fiocco e le treccine Problema sei meno ma sempre in due per mano Regali Natale La neve sotto il sole Playstation Ma quando Ti giuro sto studiando Ritardi promesse Duecento sms Ti chiamo C'hai un casco? Neanche ti conosco Chitarre Distorte Dalle finestre aperte Ballare Da solo Alzando gli occhi al cielo Campeggio Concerto Il primo bacio storto Mi guardi Ti amo Domani autogestiamo Silenzio Sai cosa? Noi siamo soli in casa Poi scosti le tende Sei diventato grande
ama Matteo Branciamore
Quel sorriso che hai io vorrei tu non lo perdessi mai anche quando non c'è tra di noi quella complicità è difficile lo so anche per te fare finta adesso che la nostra pura verità resti un segreto chiuso a chiave ma perchè quando stiamo insieme non c'è uuh so solo che quando stiamo insieme non c'è un limite un limite non c'è Tu ama ama fino in fondo, superando il dubbio e tutte le difficoltà e lascia che il tuo amore cresca dal profondo, più forte ci unirà in un abbraccio e apri il cuore e ama ama ama follemente taglia i fili del timore adesso dentro te non pensare a quello che dirà di noi la gente credici con te, tu credici con me non ho più pazienza di nascondere così la nostra storia i nostri sogni, ogni carezza che vivo con te voglio gridare fino a star male che tu stai con me, senza il bisogno di dovere spiegare a qualcuno il perchè perchè un limite un limite non c'è Tu ama ama fino in fondo, superando i dubbi e tutte le difficoltà e lascia che il tuo amore cresca dal profondo, più forte ci unirà in un abbraccio e apri il cuore e ama ama ama follemente taglia i fili del timore adesso dentro te non pensare a quello che dirà di noi la gente credici con te, tu credici con me adesso che stiamo insieme











